Bar-trattoria Berbotto
B.go S.
Martino 8
tel. 0172/425026
Vineria Cascina Creusa
Via
Cavour 98
tel. 0172/473218
Bar Il punto
B.go S. Martino 27/b
Bar L'incontro
Str. Cravere 45
tel. 0172/412578
Bar di Superno Falco Silvana
Str. Montenero 23
tel. 0172/493715
Bar Rosa Blu
B.go S. Martino
38/a
tel. 0172/479271
La Luna e i Falò Ristorante pizzeria
Via del Bersaglio 1
tel. 0172/473228
L’Ostu ‘d Racunis ristorante
B.go San Martino 7
tel. 0172/430058
Eden Ristorante in musica
Str. Bandirotto 1
Tel. 0172/473351 - 0172/473847
Vineria “L’apecheronza”
Via Cavour 21
Tel. 0172/473341
Osteria dei Sala
Via Cavour 97
Cellulare 333/6310911
Caffetteria Panetteria Pasticceria "IL FORNO"
Strada Macellai n° 1
Tel. 0172/473637
Albergo Residence Borgo San
Martino
B.go San Martino 7
tel. 0172/430563
Cascina Creusa
Via Cavour
98
tel. 0172/473218
Gorna Bonaudo Piergiorgio,
agriturismo
Via San Secondo
37
tel. 0172/493127
Le Robinie
Str. Valle 1
tel. 0172/493660
Le Rocche
Str. Mormorè 4
tel. 0172/473337
Cascina “Minot”
Str. Della
Colla 1
tel. 0172/493697
La collina dei passeri
Str. Meccia 3
tel. 0172/493881
cellulare 335/6078629
Villalaura
Str. Bandirotto 10
tel. 0172/473315
Alisea - eco guest house
Str.
Della Colla 2
tel. 0172/473105
cellulare 335/6430804
Apicoltura Crestani Caterina
Str. San Giacomo 64
tel. 0172/493356
Apicoltura Le Rocche
Str.
Montenero 20
tel. 0172/473210
Apicoltura Tibaldi Roberto
Str. San Giacomo 52
tel. 0172/493588
Floricoltura Gorna Bonaudo
Piergiorgio
Via San Secondo
37
tel. 0172/493127
Az. Vitivinicola ‘L Cavis
Str. San Giacomo 49
tel. 0172/421221
Az. Vitivinicola Abrate
Str. Cravere 38/a
Az. Vitivinicola Palazzo Rosso
B.go San Martino 31
tel. 0172/425161
Carne di vitelle piemontesi, salciccia di Bra e insaccati:
Macelleria Barbero Giovanni Battista
Via Roma 22
tel. 0172/493158
Macelleria Cagliero Gianmarco
Str. Macellai 51
tel. 0172/425024
Farina di grano tenero:
Molino Avalle
Str. Cravere 42
tel. 0172/425187
La felice collocazione dei suoi rilievi in margine alla piana del Tanaro è all'origine di una continuità di attestazioni che iniziano dalla preistoria e si ampliano in età romana per la vicinanza con la città di Pollenzo.
I primi documenti scritti sono legati al priorato di S. Giorgio e ai possessi in loco delle abbazie di Nonantola e di Breme, mentre la comparsa di una nuova classe feudale - i "domini de Paucapalea" - si colloca lungo i secoli XII.
Questi, nell'ambito di un cittadinatico quasi plebiscitario da parte delle terre attorno ad Alba, nel 1197 si legano al Comune albese. Mutate le alleanze i "de Paucapalea" si avvicinano ad Asti; gli anni dal 1217 al 1222 vedono i consignori in lotta con Bra, Sommariva Perno, Montaldo Roero e Testona.
Dopo il 1250 nel feudo di Pocapaglia subentrano i "de Coconato" per una parte, che mantengono fino al 1330 circa, mentre un'altra parte è venduta dai consignori di Sommariva Perno nel 1270.
I Falletti compaiono nel feudo nel 1304, completandone l'acquisizione nel 1332. È il secolo della loro potenza: come alleati degli Acaia nella guerra contro il marchesato di Saluzzo, nella primavera del 1342 custodiscono in Pocapaglia il marchese Tommaso II. Nel 1346 sconfiggono i De Brayda e i provenzali attorno al campanile di Pollenzo. Nel 1372 i Falletti fanno omaggio ai Savoia per alcuni loro feudi; allo stesso tempo molestano Bra, quindi, tra la fine del secolo e l'inizio del seguente, sono in contesa con Antonio Porro, conte di S. Vittoria e Pollenzo.
La loro mutevole politica li porta nel 1407 a fianco dei marchesi di Monferrato, con ritorsioni da parte di Acaia e Savoia. È l'inizio del declino dei Falletti; il feudo viene spartito più volte, quindi iniziano le alienazioni a personaggi estranei. Gli stessi antagonismi in famiglia portano Giovanni Antonio Falletti a donare la sesta parte del feudo al marchese di Saluzzo. Lo stesso anno il paese è assalito dalle truppe di Francesco Bollero, capitano al servizio di Francia, su istanza del marchese.
A partire dal 1570 il feudo di Pocapaglia, già notevolmente frazionato nell'ambito degli stessi Falletti, annovera fra i consignori Antonio Riccio, Giovanni Ludovico Rabbia e Bernardino Cambiano di Ruffia; nel 1588 un'ulteriore quota viene riconosciuta ai Cravetta.
L'abitato subisce un altro saccheggio il 23 giugno 1706, per quattro giorni, ad opera delle truppe francesi del La Feuillade accampate a Bra, con maltrattamenti agli abitanti e devastazione del castello.
I Falletti si estinsero nel 1784; nel feudo subentrarono i Caissotti di Chiusano dai quali, aboliti i privilegi feudali, la proprietà è passata ai conti Charrost Borré de la Chavanne.
Nel punto più alto del concentrico, è citato sui documenti dal 1197. Coinvolto nelle lotte contro i Comuni vicini, viene ricostruito dai Falletti verso la metà del XIV secolo. Di tale ricostruzione restano tracce verso nord-est e un rudere di torre nella quale fu rinchiuso nel 1342 Tommaso II di Saluzzo. Riedificato verso la fine del ’500 forse dai Cravetta, incorporò parti del precedente nucleo. In seguito si arricchì del magnifico portale con trofei scolpiti in pietra, che la tradizione attribuiva erroneamente al Sansovino, e che pare ispirò lo Juvarra per la creazione degli stipiti interni di Palazzo Madama a Torino.
Recentemente ristrutturato, il castello è stato restituito al suo antico splendore grazie all'opera dell'attuale proprietario (avv. Gandolfo Miceli).
Parrocchiale, posta nel concentrico, in capo alla piazza principale. Eretta tra il 1663 e il 1666 sul sito di una chiesa già dedicata a S. Giorgio, fu restaurata all'inizio dell'800 e riconsacrata nel 1804. L'interno è ornato di grandi tele, la volta è affrescata; notevoli il coro ligneo, pregevolmente intarsiato, e il battistero.
Chiesa della Confraternita dei Disciplinanti, posta a levante del castello. Già citata nella visita pastorale Scarampi del 1585, viene in parte demolita nel 1741. L'anno successivo, su progetto del conte Carlo Giacinto Roero, inizia la costruzione della chiesa attuale, in belle linee barocche; il campanile fu ultimato nel 1766. La facciata si orna di un pregevole portale barocco; l'interno è riccamente decorato.
Su un piccolo colle tra Laggera e Macellai, ai margini della pianura del Tanaro. Dell'antica chiesa (citata sin dal 998) - già dipendente dall'abbazia di Breme sin verso i primi decenni del ’300 e ricordata sino al 1611 - resta l'abside romanica, interamente in mattoni. Semicircolare, seppur deteriorata, presenta tracce evidenti di lesene e finestrelle monofore; la sua realizzazione è configurabile nella prima metà del secolo XII.
Dedicata al patrono locale, sorge dietro l'attuale cimitero, in posizione dominante. La chiesa, ad un'ampia navata, è riferibile all'esterno alla seconda metà del ’600, mentre l'interno fu ornato nel secolo seguente. Purtroppo, volge in uno stato di desolante abbandono.
Negli Ayrali, in via Cavour, salendo al concentrico; è detta anche della Immacolata Concezione.
È quasi certamente identificabile con la "chiesa fuori porta" citata nel 1384. Ricordata nella relazione sulla diocesi del 1742, era legata alla Compagnia delle Umiliate. Restaurata di recente, conserva all'interno un altare ligneo scolpito e dorato.
Edificata su progetto di scuola juvarriana (1616), era la vecchia parrocchiale della frazione Macellai. Inizialmente ad un'unica navata e a croce latina, agli inizi del ’900 venne ampliata con 2 piccole navate laterali. La cupola presenta tinteggiature del ’700; le prime decorazioni risalgono all'800. Di stile austroungarico, il campanile è del 1849. La chiesa è attualmente in fase di restauro: è stata ripristinata la Sacrestia e creato un Centro Polifunzionale per la Comunità parrocchiale.
Nel suo centro storico, che può essere considerato un centro storico del Roero, si situano il Castello (di proprietà privata), le chiese di S. Agostino e di S. Giusto (di proprietà parrocchiale e bisognose di restauro), la parrocchiale dei Ss. Giorgio e Donato, la sede e gli uffici del Comune.
Il territorio costituisce un invidiabile patrimonio naturale, rappresentato dalle aree boschive e dalle "rocche", ambienti di particolare interesse naturalistico e geomorfologico. Il Comune partecipa ai progetti intercomunali di valorizzazione del territorio, delle risorse naturali e di promozione del patrimonio artistico e culturale esistenti.
Il centro storico, dislocato nella zona collinare più elevata del territorio e oggetto fino a qualche anno fa di una lenta “decadenza”, ha ultimamente ripreso vitalità, con l’apertura di nuove attività commerciali e pubblici esercizi e non ultimo con i lavori di ristrutturazione del castello.
Vi prevale l'attività agricola, soprattutto la viticoltura. Quanto al resto del territorio, presenta caratteristiche per lo più agricolo-boschive per l'area di Saliceto, residenziali quelle di America dei Boschi e Macellai, per quest'ultima zona anche caratteristiche industriali, commerciali, artigianali, soprattutto per le attività dislocate lungo l'asse viario statale Alba-Bra. Gli occupati nelle principali attività registrano la quota più numerosa nei settori artigianale e commerciale. Si tratta di piccole imprese attive nella carpenteria, falegnameria, meccanica, nel settore alimentare, nella vivaistica, nella confezione.
Discreta è la diffusione dei servizi di bar e ristorazione.
L'attività agricola - viticoltura nelle zone collinari con produzione, tra gli altri, di vini Roero Arneis e Favorita e orticoltura varia e cerealicoltura nelle aree pianeggianti - è svolta a livello familiare o di piccola impresa.
Sono diffusi gli esercizi commerciali.
Nel comune operano una Pro Loco, due Circoli ACLI, uno nel capoluogo e uno in frazione Macellai, il Circolo del CINEMAINSIEME, i gruppi FIDAS e AVIS, la Protezione Civile, il Gruppo Alpini e l’Associazione Asfodelo, che tutela la salvaguardia dell’ambiente. Tutte queste associazioni, così come i vari borghi, sono rappresentati e coordinati dalla Consulta dei Borghi e delle Associazioni. Inoltre nel comune sono attivi la Scuola di Musica “Pasqualino Messa”, e l’Ufficio Turistico e la Biblioteca, promotrice di varie iniziative culturali.
Le manifestazioni più importanti sono, a giugno, la festa dell’Associazione Asfodelo, “Pane, Vino e Musica nelle Rocche”, e la Patronale della frazione Macellai; a luglio, “la Cena dell’Amicizia” in frazione Saliceto; ad agosto, la Festa Patronale di Mezza Estate che si conclude con la serata enogastronomica “Pocapaglia sotto le Stelle”; a settembre “l’Autunno Musicale”, ad ottobre “la Sagra della Castagna” in frazione America Boschi, ed infine , a novembre, “la Sagra della Burnia” che prevede la rievocazione storica della Masca Micillina per le vie del paese.
Il Comune, oltre a promuovere attività ricreative a livello locale, condivide con i Comuni limitrofi interessi di carattere culturale quali la Banda Musicale, l’organizzazione di convegni e la stesura di pubblicazioni a carattere informativo e promozionale.
L’ecomuseo delle Rocche del Roero, istituito nel 2003 da una legge regionale, sta muovendo i primi passi con iniziative concrete a livello didattico e di recupero degli spazi, ossia la ristrutturazione dei locali e la sistemazione dei sentieri.
Il comune di Pocapaglia ha in progetto il recupero delle vecchie cantine comunali, con annessi crutin, che diventeranno il “Centro Visita” dell’ecomuseo, e la realizzazione di 3 sentieri tematici. Un primo sentiero, quello della Masca Micilina, ripercorre le tradizioni e le leggende locali. Il sentiero delle rocche della Ghia e dell’Eremita, invece, prevede un itinerario naturalistico legato all’importanza del bosco e all’utilizzo del legno. Un ultimo sentiero, costruito in collaborazione con il Museo Civico Craveri, consiste in un percorso botanico sulle specie arboree della Valle della Verna.
Il suo territorio, che si estende su 17,39 km2, presenta - come tutti i territori attraversati dalle rocche - una netta separazione tra depositi marini, a sud-est di questa formazione, e depositi di natura continentale a nord-ovest.
La frazione Macellai (quota 227 m) e il Capoluogo (quota 381 m), si situano nell'area di sud-est che conobbe, con il priorato di S. Giorgio ed i possessi delle abbazie di Nonantola e Breme, rilevante importanza a tutto il XIV secolo.
Il paesaggio si va quindi facendo via via più movimentato man mano che si passa dai depositi alluvionali della zona a sud della linea ferroviaria Bra-Costigliole d'Asti, a quelli pliocenici del Piacenziano e dell'Astiano, avvicinandosi alla separazione tra affioramenti marini e continentali rappresentata dalla formazione erosiva delle rocche. Molteplici i rilievi collinari, ancora estesamente coltivati, che sovrastano le piccole vallette di natura alluvionale, mentre macchie di bosco misto di latifoglie, con presenza di querce, robinie e qualche esemplare di castagno, compaiono nell'area compresa tra la provinciale per Sommariva Perno, il Bric delle Passere e la frazione Valle Rossi di Sommariva Perno.
Le rocche di Pocapaglia sono tra le più suggestive di questa formazione che attraversa, con andamento da SO a NE, il Roero: particolarmente interessanti quelle della Meinina e della Crosa e gli anfiteatri della Ghia e di Soffranino.
Nell'area di nord-ovest incisa, con andamento da SE a NO, dalla valle del rio Saliceto/Pocapaglia e dove affiorano i depositi quaternari, si fanno via via più rari i coltivi per far posto ad una maggiore incidenza delle zone boscate. I boschi, che nel complesso occupano un terzo dell'intero territorio comunale, si presentano qui misti di latifoglie, con presenza di castagneti e - al confine nord-orientale con Sommariva Perno - di pino silvestre. Assai interessante e suggestiva, specie nella sua fioritura primaverile, la flora spontanea. Il territorio di Pocapaglia vanta infine la quota più elevata dell'intero Roero: il Bric Torrozzo che raggiunge i 440 metri.
Proprio per la bellezza, la spettacolarità e l'importanza naturalistica delle sue rocche, il Comune di Pocapaglia fa parte dal 2003 della "zona di salvaguardia dei boschi e delle rocche del Roero", insieme ad altri 5 Comuni.
È l’asse portante dell’intera rete dei “Sentieri del Roero”, il percorso che unisce di fatto ma anche idealmente non solo i 10 Comuni attraversati dalle “rocche”, ma l’intera area del Roero. È contrassegnato con la sigla S.1. Inizia da Bra per arrivare a Cisterna d’Asti.
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2008 Comune di Pocapaglia e Informatica System s.r.l.