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Ecomuseo

IL CENTRO VISITA

Il Centro Visita è collocato nel palazzo municipale, in via Cavour, a pochi passi dalla Parrocchiale, dal Castello e dalla Confraternita di Sant’Agostino.

L’edificio oltre agli uffici comunali attualmente ospita la scuola materna, che tuttavia presto verrà spostata.

Parte dell’edificio sta per essere ristrutturato e rifunzionalizzato in biblioteca ed archivio grazie al finanziamento che la Regione Piemonte (legge reg. 58/78) ha riconosciuto al comune. I lavori prenderanno avvio in questi primi mesi del 2000.

Il Centro Visita dell’ecomuseo è posto nelle cantine sottostanti il corpo centrale dell’edificio. I locali sono in seminterrato e si vanno ad affacciare su un cortile prospiciente le Rocche. Anticamente l’edificio doveva far parte delle cascine legate al castello, poi, in età fascista, è stato trasformato in municipio. Tuttavia occorrerebbe fare una ricerca di archivio per avere notizie certe. Le cantine non presentano grandi rimaneggiamenti.

Foto a corredo 1Attualmente si accede dal cortile del municipio per mezzo di una scala. E’ prevista la creazione di un passaggio che partendo dalla piazza Principessa Maria Pia in prossimità all’edificio della scuola in costruzione arrivi direttamente sul cortile-balcone delle Rocche.

Il Centro Visita occupa 200 mq. circa ed è diviso in 2 locali (4 ambienti uno e 2 il secondo). Gli interni sono in mattoni faccia a vista e i soffitti a volte. Un ambiente presenta putrelle in ferro e voltini in mattoni frutto di un precedente rimaneggiamento.

Notevole è la presenza di due crutin, grotte in tufo, che fino a dopo la seconda guerra mondiale sono stati utilizzati per la conservazione del vino e degli alimenti. A testimonianza di ciò sono rimaste le nicchie e i ganci alle volte per appendere i salumi e la selvaggina.

In queste cantine, la presenza del crutin è accompagnata da quella del pozzo di acqua sorgiva. Il pozzo è un elemento della geografia agraria tipica della campagna roerina: non esiste vigna che non ne abbia uno, che sia di acqua piovana o artesiano. Il ritrovarlo qui nelle cantine del municipio aiuta a creare un’atmosfera di altri tempi. La grotta tufacea con le sue morbide linee dai colori ocra sembra avvolgere chi si addentra lasciando fuori le rocche che si espandono per chilometri e chilometri.

Di fatto tutta l’area, nei suoi sotterranei, presenta questi crutin che un tempo hanno svolto la funzione di cantina, di rifugio, come è avvenuto nella seconda guerra mondiale e sembra anche in epoche più lontane di abitazione. Sarebbe interessante fare una ricerca a tal proposito.

LA RISTRUTTURAZIONE

Gli interventi di restauro:

Il progetto che proponiamo è un restauro conservativo dei locali esistenti.
Gli unici interventi volti a modificare la struttura attuale sono quelli necessari per il ripristino del vecchio passaggio interno che collegava la sala, da noi chiamata del pozzo con quella Auçabech. Inoltre sarà necessario adeguare i due portoncini di ingresso prospicienti il cortile nonché le attuali aperture.

ALLESTIMENTO: Le sale

Attualmente il comune ha già a disposizione alcuni utensili e manufatti contadini che necessitano di trovare una sede espositiva.

Foto a corredo 2In ogni sala verrà sviluppato un tema legato alla cultura popolare grazie a manufatti, materiale cartaceo (libri, giornali) e fotografico (esiste già una discreta collezione). Per questa motivazione abbiamo dato a tutte le sale un nome che ricordi personaggi e località pocapagliesi legati alla storia e all’immaginario comune che preannuncino il tema di quanto si vedrà.

Ad esempio il corridoio della masca e la sala buia saranno dedicati ai racconti di masche che hanno popolato il territorio del Roero. Noi, nel nostro progetto, abbiamo accentrato l’attenzione sulla Micilina perché su di essa avevamo molto materiale a disposizione e perché la sua presenza ha continuato a vivere nella mente dei pocapagliesi, ma molte sono le storie che si possono narrare.

La sala dedicata all’Eremita è legata a Giovanni Arpino. Non solo perché ha scritto di questo curioso personaggio ma in quanto in molti suoi romanzi lo sfondo è offerto dalla natura della terra di Roero. Tuttavia altri personaggi come il Buffone nano di corte dal nome Mauro, che nel XIV secolo scrisse un’importante pagina per Pocapaglia trovano spazio. Della sua vicenda si conserva ancora una cronaca scritta che vorremmo riproporre in quanto apre uno squarcio su un Medioevo di intrighi di corte tradimenti, azioni di guerra che si innestano nel vissuto del tempo, come il taglio di 2500 ceppi di vite (cifra forse un po’ fantasiosa) o l’uccisione di 200 pecore e mandrie di mucche.

La sala delle erbe in cui scende la scala d’ingresso vuole riproporre quelli che sono gli aspetti botanici dei boschi delle Rocche con pannelli illustrativi e con un erbario.

La sala del pozzo è quella in cui si apre il grande crutin e ospita il pozzo. In questa verranno esposti gli strumenti per la vinificazione ma soprattutto verrà raccontato come un tempo si coltivava la vigna e si faceva il vino. Il racconto passerà attraverso le stagioni e i tempi scanditi dalle fasi lunari. Altrettanto avverrà nella sala Auçabech dove sarà sviluppato il tema del bosco con l’esposizione di strumenti e l’ausilio di filmati. Spazio sarà dato anche all’esposizione di strumenti legati alla filatura della seta. Per secoli l’allevamento del baco da seta è stato una vera e propria risorsa per quest’area. Anche nella vicina cittadina di Bra si trovano ancora molti segni di questo lavoro, basti pensare che nel centro cittadino vive ancora un enorme gelso a testimonianza di questa passata occupazione.

La sala Millocchi è lasciata a disposizione delle scuole o di quanti abbiano il desiderio di elaborare le informazioni acquisite durante la visita all’ecomuseo. La sala sarà attrezzata di computer (Internet) e proiettore per consentire al visitatore di reperire le informazioni sulla tradizione, sugli aspetti botanici dell’area. Si potrebbe creare un data base sui temi dell’ecomuseo in cui il visitatore oltre a trarre le informazioni possa introdurle.

Sarà dotata di un grande tavolo da utilizzare per le lezioni e per le riunioni.
Questo è inteso come uno spazio che i visitatori possono gestire ed utilizzare per la discussione.

Lo spazio del Centro Visite è pensato per essere modificato a seconda delle esigenze. Ad esempio in alcune sale i pannelli potrebbero essere messi su strutture movibili (vedi disegno) tali da poter essere spostate. Lo spazio diverebbe utilizzabile come spazio espositivo. Il centro Visita, infatti, dovrebbe servire anche da luogo di incontro in cui le persone possono fare un salto nel proprio passato ma anche muovere un passo verso il loro futuro.

IL PESO PUBBLICO

Il locale è posto sulla strada provinciale 134 (Bra- Sommariva Perno) dove prende avvio via Cavour, e arriva la strada comunale che collega il capoluogo con la statale 231 (Cuneo-Asti). Via Cavour sale attraverso il centro cittadino giungendo al Centro Visita. La costruzione è posta, dunque, sul nodo di transito principale del comune di Pocapaglia.

E’ ormai dismesso da una decina di anni e necessita di lavori di ristrutturazione:

Si provvederà a rendere visibili gli ingranaggi del peso con un’opportuna illuminazione.

L’ idea progettuale è quella di adibire questi locali per allestire un luogo d’incontro, una sala di “benvenuto” all’ingresso del paese.

Oltre alle informazioni turistiche si può già entrare in contatto con la realtà delle rocche e dei sentieri che le attraversano.

 


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