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I Falletti

I Falletti compaiono nel feudo nel 1304, completandone l'acquisizione nel 1332. È il secolo della loro potenza: come alleati degli Acaia nella guerra contro il marchesato di Saluzzo, nella primavera del 1342 custodiscono in Pocapaglia il marchese Tommaso II. Nel 1346 sconfiggono i De Brayda e i provenzali attorno al campanile di Pollenzo. Nel 1372 i Falletti fanno omaggio ai Savoia per alcuni loro feudi; allo stesso tempo molestano Bra, quindi, tra la fine del secolo e l'inizio del seguente, sono in contesa con Antonio Porro, conte di S. Vittoria e Pollenzo.

La loro mutevole politica li porta nel 1407 a fianco dei marchesi di Monferrato, con ritorsioni da parte di Acaia e Savoia. È l'inizio del declino dei Falletti; il feudo viene spartito più volte, quindi iniziano le alienazioni a personaggi estranei. Gli stessi antagonismi in famiglia portano Giovanni Antonio Falletti a donare la sesta parte del feudo al marchese di Saluzzo. Lo stesso anno il paese è assalito dalle truppe di Francesco Bollero, capitano al servizio di Francia, su istanza del marchese.

A partire dal 1570 il feudo di Pocapaglia, già notevolmente frazionato nell'ambito degli stessi Falletti, annovera fra i consignori Antonio Riccio, Giovanni Ludovico Rabbia e Bernardino Cambiano di Ruffia; nel 1588 un'ulteriore quota viene riconosciuta ai Cravetta.

L'abitato subisce un altro saccheggio il 23 giugno 1706, per quattro giorni, ad opera delle truppe francesi del La Feuillade accampate a Bra, con maltrattamenti agli abitanti e devastazione del castello.
I Falletti si estinsero nel 1784; nel feudo subentrarono i Caissotti di Chiusano dai quali, aboliti i privilegi feudali, la proprietà è passata ai conti Charrost Borré de la Chavanne.