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Il castello

La sua origine è molto antica, è infatti citato la prima volta in un documento dell’imperatore Ottone III risalente al 998. La prima costruzione era costituita da un recinto con torre, ma fu ampliata e ristrutturata più volte nel corso dei secoli.

Appartenne al Vescovo d’Asti, che ne investì come signori del feudo i De Paucalea, poi passò via via a tutti i signori che a Pocapaglia regnarono. Tra questi i Falletti che ne fecero potenziare la struttura. Fu ricostruito verso la metà del XIV secolo, quando in seguito ad una delle frequenti guerre che funestavano il suolo piemontese, il castello fu fortemente rovinato dall’esercito francese.

Tra il XVI e il XVII secolo venneno eseguiti grandi interventi e realizzato il portale in pietra chiara scolpita, raffigurante due armature, orientate l’una verso destra l’altra verso sinistra, alcune armi e spade, frecce, feretre, tamburi, uno scudo ed il basso rilievo di un mascherone.

La tradizione attribuisce tale portale al Sansovino, ma non è documentato; certo è che Filippo Juvarra, chiamato a ristrutturare il castello dopo l’incendio provocato dall’armata francese, ne fu altamente impressionato tanto da ispirarsi per gli stipiti interni di Palazzo Madama.

Nel 1784 si estinse la dinastia dei Falletti e il castello passò ai Savoia e poi ad altri proprietari.

Tra il 1939 e il 1940 l’erede al trono Umberto di Savoia si ritirò a Pocapaglia per riflettere, prima di intraprendere la guerra contro la Francia.

Il castello è ora di proprietà privata.